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lunedė, 7  febbraio 2022



10:00:00
Sprechi alimentari: in Puglia 2.841 kg rifiuti urbani per abitante
"Funzionale sia per le piante sui terrazzi che per i giardini, è possibile utilizzare gli scarti alimentari"



Secondo i dati ISPRA solo nel 2020 in Puglia sono stati prodotti 2841 kg di rifiuti urbani per ogni abitante, mentre attraverso una serie di piccoli accorgimenti è possibile disfarsi dei rifiuti alimentari ricavandone del concime da poter riutilizzare per la coltivazione di piante e fiori. Funzionale sia per le piante sui terrazzi che per i giardini, è possibile utilizzare gli scarti alimentari o delle lavorazioni dell’orto per produrre dell’ottimo concime.

"La compostiera è lo strumento adatto – ha spiegato il tutor di Campagna Amica, Coldiretti Puglia - può essere un contenitore in plastica o in legno, con prese d’aria in modo da evitare fenomeni di putrescenza, o anche un semplice cumulo in giardino. In una compostiera si possono gettare tutti gli scarti organici con particolare preferenza verso quelli vegetali, limitando quelli d’origine animale. Infatti il contenuto di carbonio presente in gran quantità nelle piante nel compost deve essere 30 a 1 rispetto all’azoto contenuto nelle proteine animali. Una volta gettati, questi scarti saranno “aggrediti” da batteri compostatori che in presenza di ossigeno, tenderanno a degradare questi rifiuti formando in circa 6 mesi un terriccio “appetitosissimo” per le nostre piante.

Per garantire la presenza di ossigeno è opportuno non gettare materiali plastici o di vetro o ancora di metallo nella compostiera. In caso contrario fenomeni di putrescenza causeranno l’emissione di cattivi odori e di gas climalteranti, come ad esempio il metano. È quel che accade nelle discariche, dove la mescolanza di prodotti plastici e organici crea un mix davvero pericoloso per l’ambiente e la salute. È invece assolutamente vietato l’utilizzo di materiali plastificati, carta oleata per alimenti, riviste patinate o con stampe a colori, tessuti, filtri di aspirapolvere e scarti di falegnameria trattati chimicamente.

Dopo qualche mese (da 3 a 6), si otterrà un primo composto – aggiunge Coldiretti Puglia - formato da materiale grossolano e una polvere simile a terriccio. Attraverso un setaccio è possibile separare le due parti rimettendo i residui nella compostiera e cospargendo invece l’orto con il concime già pronto. Un pugno alla base di ogni pianta è il quantitativo perfetto. Per chi avesse poco spazio, il compost può essere prodotto anche in vasi di terracotta, avendo cura di rigirare il contenuto più volte durante la settimana. Utilizzando gli scarti prodotti dagli alimenti acquistati nei mercati di Campagna Amica o producendolo nell’orto di casa i consumatori avranno la garanzia che verrà “nutrito” in modo corretto e sano".

LA LISTA DEI MATERIALI DA COMPOSTAGGIO:
• scarti di frutta e verdura
• fiori recisi e resti di piante
• pane e gusci d’uova
• qualche avanzo di carne, pesce, salumi e formaggi
• fondi di caffè e filtri del thè
• foglie e paglia
• segatura
• rami e scarti di falegnameria
• carte e cartone con assenza di vernici
• piccole quantità di bucce di agrumi
• piccole quantità di cenere
• lettiere di cani e gatti
• tracce di piante resistenti alla degradazione (es. aghi di pino)
Fonte: Elaborazioni Coldiretti Puglia su dati Campagna Amica


Redazione



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