sabato 21 settembre 2019


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Politica
giovedė, 8  agosto 2019



08:00:00
Inquinamento del fiume Ofanto, intervento in Senato di Quarto
Il portavoce del Movimento 5 Stelle solleva la questione a Palazzo Madama



L’Ofanto è uno dei più importanti fiumi dell’Italia meridionale. È lungo 171 chilometri e il suo bacino idrografico è di ben 2780 Kmq; attraversa tre regioni: la Campania, dove nasce, la Basilicata e la Puglia, dove sfocia presso Barletta. Da un punto di vista ambientale il fiume rappresenta un importante scrigno di biodiversità, che vede anche la presenza della Lontra, tanto che nel suo bacino esistono 9 aree tutelate e perimetrate, nell’ambito della “Rete Natura 2000”, per un totale di trentasettemila ettari, e la regione Puglia nel 2007 ha istituito il Parco Naturale Regionale del Fiume Ofanto, che però trova notevoli difficoltà di gestione. Ma nel suo bacino insistono anche siti industriali e scarichi di acque reflue urbane.
Dalla stampa abbiamo appreso che in seguito ad attività di campionamento e analisi delle acque del fiume Ofanto effettuate dal Dipartimento ARPAC di Avellino, nel territorio di Conza della Campania, sono state rilevate concentrazioni di mercurio superiori alle massime ammissibili.
In seguito ai preoccupanti dati emersi, trasmessi ai comuni interessati lo scorso 24 luglio, i comuni dell’alta valle dell’Ofanto di Calitri, Morra, Teora, Conza della Campania e Cairano hanno ordinato in via precauzionale il divieto assoluto di utilizzo a qualsiasi fine, compresi gli usi irrigui e zootecnici, delle acque del fiume e di quelle dei pozzi alimentati dal fiume stesso.
La notizia è particolarmente allarmante, in quanto il mercurio è un metallo pesante altamente tossico. È pericoloso per la salute delle persone e della fauna selvatica del territorio e, insinuandosi nella catena alimentare, può inquinare i fertili orti della valle e il pescato.
Siamo molto preoccupati per lo stato di salute del fiume e chiediamo di potenziare il monitoraggio ambientale, estendendolo verso la foce e finanche al mare, e di approfondire il quadro conoscitivo tramite una maggiore capillarità nelle determinazioni analitiche, sia nei corsi d’acqua che alimentano il fiume e sia su terreni e sedimenti fluviali del bacino.
Chiediamo la massima attenzione per questo importante corpo idrico, anche perché finora è stato fatto poco o nulla per tutelare un territorio che racchiude oltre alle bellezze paesaggistiche e ambientali, anche un patrimonio storico, artistico e culturale dalle potenzialità inespresse.
 


Redazione








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