Attualita
venerdė, 6 marzo 2026
20:21:00
Legambiente denuncia: “Barletta, città delle agavi”
La nota del gruppo
Il Circolo Legambiente di Barletta lancia un appello urgente all’Amministrazione comunale
affinché riveda i criteri di gestione del patrimonio arboreo e arbustivo cittadino, abbandonando
il sistematico ricorso a specie aliene invasive come l’Agave americana in favore di essenze
autoctone, del nostro territorio mediterraneo.
L’agave manifesta un comportamento invasivo e non fornisce servizi ecosistemici significativi
alla fauna locale. Uccelli e insetti impollinatori non trovano in essa alcuna risorsa: il risultato è
la creazione di veri e propri “deserti biologici” in giro per la città.
Le agavi americane sono dotate di spine terminali rigide ad altezza d’uomo rappresentando un
concreto rischio per la sicurezza pubblica visto che molti esemplari sono collocati proprio in
aree ad alta frequentazione pedonale (es. via Dante Cioce).
Non forniscono alcun contributo alla riduzione delle isole di calore, così come previsto,
innanzitutto dal buon senso, e in seconda battuta dalla legge 14 gennaio 2013, n. 10 ("Norme
per lo sviluppo degli spazi verdi urbani") ad integrazione della legge 113/1992 la quale impone
ai Comuni di:
- prevedere un albero per ogni nuovo nato o adottato (art. 2);
- tutelare il verde esistente e incrementare le aree verdi (art. 3);
- adottare bilanci arborei e piani del verde per mitigare le temperature.
Particolarmente grave risulta essere l’azione o inazione dell’Amministrazione in occasione
della costruzione dei nuovi sottopassaggi di via Andria e via Pertini, realizzati da RFI. Non si è
infatti colta l’opportunità di richiedere e ottenere, nell’ambito degli accordi con il gestore
ferroviario, la messa a dimora di essenze autoctone adatte al clima mediterraneo, capaci di
fornire ombra, abbattere le temperature estive e favorire la biodiversità.
Si è optato invece optato per il criterio del “minimo sforzo” e della “pianificazione zero”, con la
scelta di agavi che non richiedono manutenzione, ma che, al contempo, non offrono alcun
beneficio ambientale reale. E sappiamo bene quanto la manutenzione del verde rappresenti un
altro tallone di Achille: a titolo di esempio, possiamo citare tutte le essenze messe a dimora
nella zona 167 di cui, ad oggi, resta solo uno sfocato ricordo, nonché le rampicanti in via Vittorio
Veneto, piantate da Ferrotramviaria, ridotte a legna da ardere..
Non è più accettabile che si continuino a piantare specie aliene prive di valore ecologico,
mentre le nostre città soffrono il caldo sempre più intenso delle estati mediterranee. Ogni
nuova opera pubblica, ogni intervento di altro ente sul territorio, deve essere un’occasione per
migliorare il verde urbano e la bellezza della nostra città.
A Barletta, finora, queste occasioni sono state sistematicamente mancate.
Il circolo Legambiente resta sempre a completa disposizione per un confronto sul tema e per
la condivisione di ogni attività in grado di facilitare il passaggio della gestione del verde con il
minimo impegno di risorse a una pianificazione orientata al benessere dei cittadini e alla tutela
dell’ambiente.
Redazione