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lunedė, 5  gennaio 2026



14:54:00
Ex Centro Ricerche Bonomo, finanziamento perso e fondi restituiti
Il servizio di Amica9 Tv



La revoca del finanziamento europeo da 3,3 milioni di euro destinato alla riconversione dell’ex Centro Ricerche Bonomo in ostello della gioventù segna un passaggio delicato per la Provincia di Barletta-Andria-Trani. Con una determinazione dirigenziale adottata il 31 dicembre 2025, l’ente provinciale ha formalizzato la restituzione alla Regione Puglia di 980 mila euro, somma già incassata come anticipazione nell’ambito del programma Interreg Grecia–Italia 2014–2020. Il progetto mirava al recupero di un complesso di grande valore storico e simbolico situato alle pendici di Castel del Monte, con l’obiettivo di trasformarlo in una struttura ricettiva dedicata al turismo sostenibile. Un intervento che, nelle intenzioni iniziali, avrebbe potuto rappresentare un’importante occasione di rilancio per l’area murgiana, valorizzando un immobile da anni inutilizzato. L’iter amministrativo, avviato ufficialmente nel 2019, ha attraversato diverse fasi: affidamento del progetto di fattibilità, approvazione degli atti e avvio delle procedure di gara. Tuttavia, il mancato rispetto delle tempistiche previste dal programma europeo avrebbe portato il Dipartimento regionale competente ad avviare il procedimento di revoca del contributo, conclusosi con la perdita definitiva delle risorse e la necessità di restituire l’anticipo ricevuto. Sulla vicenda è intervenuta anche la Flai CGIL, che ha richiamato l’attenzione sul futuro della struttura e sul rischio che l’area continui a rimanere in stato di abbandono e degrado. La segretaria generale Dora Lacerenza ha sottolineato la necessità di riaprire una riflessione sul ruolo del Centro Bonomo, auspicando una valorizzazione coerente con la sua vocazione originaria legata alla ricerca in agricoltura e allo sviluppo del territorio. Ma perché i fondi sono stati persi? Perché ad esempio non affidare ad esterni la progettazione se l’ente provincia negli anni ha avuto difficoltà? Il Patto Territoriale Nord Barese-Ofantino, ad esempio, attraverso la propria Agenzia per l’Occupazione e lo Sviluppo, ha negli ultimi anni partecipato a numerosi programmi Interreg e ADRION, presentando anche nel 2025 diversi progetti di cooperazione internazionale per un valore complessivo superiore agli 860 mila euro, in alcuni casi con funzioni di capofila. Alla luce di queste esperienze, la domanda che si pone oggi è se un maggiore coinvolgimento di soggetti territoriali già strutturati nella gestione dei fondi europei avrebbe potuto rappresentare un supporto utile anche per il progetto Bonomo.
 


Giuseppe Schiavone










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