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venerdė, 18  novembre 2022



11:52:00
Essere o non essere... Eoliche o trivelle, questo è il dilemma
La seconda richiesta, prevede 147 aerogeneratori per una potenza complessiva di 2205 MW



Prima della crisi energetica si puntava sulla energia pulita, energia ricavata dal sole e dal vento.
La guerra in Ucraina ha però stravolto tutti i piani e il governo Meloni, per combattere il caro bollette, ha varato il decreto sblocca trivelle.

Un decreto che permette di trivellare i fondali marini per la ricerca e lo sfruttamento di giacimenti di gas.
Aree maggiormente interessate sono ubicate nel mare Adriatico, nel mar Ionio e a largo delle coste siciliane.
Contro la decisione del governo si sono subito schierati i governatori del Veneto, Zaia e della Puglia, Emiliano. La Puglia ha infatti, puntato tutto sulla produzione di energia pulita, attraverso dei parchi eolici nel mare Adriatico.

Anche a largo della costa di Barletta sono state presentate  richieste per due parchi eolici.
La prima richiesta di autorizzazione, prevede 80 aerogeneratori di tipo galleggianti, per una potenza complessiva di 600 MW, da installare lungo la costa da Bari a Barletta.

La seconda richiesta, prevede 147 aerogeneratori per una potenza complessiva di 2205 MW, da installare lungo il tratto di mare da Vieste a Barletta.

Ora tutto questo viene rimesso in discussione per via delle trivelle che possono essere autorizzate.
Come detto, il fronte del no si sta allargando.

La trivellazione dei fondali infatti, crea una alterazione dell'ecosistema locale, sia marino che terrestre e crea sconvolgimenti nelle attività economiche e produttive, in particolare nei settori della pesca e del turismo.
Una cosa è certa, non possiamo continuare a dipendere dall estero. Bisogna trovare in maniera condivisa nuovi modi  per la produzione di energia rinnovabile e sostenibile, partendo dal sole, dal vento e dalle biomasse.


Cataldo Colamartino



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