Non sempre un derby si misura dai gol. A volte lo raccontano l’attesa, il colpo d’occhio sugli spalti, il silenzio prima del fischio d’inizio. Al Degli Ulivi di Andria va in scena Fidelis Andria-Barletta, seconda giornata di ritorno del girone H di Serie D: uno 0-0 che lascia la classifica invariata ma consegna al campionato un’altra domenica carica di identità e appartenenza. Tutto esaurito al comunale andriese, atmosfera da grande occasione. La sciarpata biancazzurra e biancorossa all’ingresso in campo è il manifesto di un gemellaggio storico che precede il calcio giocato. Scaringella si affida all’ormai solito 3-5-2 con Giorgione a dettare i tempi, lì davanti Taurino e Marquez. Pizzulli con il 4-2-3-1, torna Da Silva con Malcore, ai lati Laringe e Giambuzzi, Ragone si prende una maglia da titolare. Il Barletta prova a rompere l’equilibrio subito: al 2’ Da Silva scappa e serve Laringe, destro a giro bloccato da Perina all’esordio stagionale con la maglia della sua città. La Fidelis risponde all’8’ con una punizione di Taurino murata dalla barriera. Al 12’ rimessa lunga di Giambuzzi e palla vagante in area, poi il match si accende davvero: al 19’ l’episodio più importante del match: Laringe manda Malcore al tiro, destro a giro che esce di un soffio. La gara resta intensa e fisica a farne le spese è Misefari che lascia il campo per Di Cillo: al 41’ ancora una punizione del centrocampista andriese crea apprensione, ma l’acrobazia di Amoabeng termina alta. Si va al riposo sullo 0-0.
Nella ripresa i ritmi calano. Giorgione insiste su calcio piazzato al 51’ e al 57’, senza fortuna. Al 65’ altro episodio chiave: manovra del Barletta, Franco calcia in area e Perina si supera con un intervento decisivo. Cambi da entrambe le parti, ma le occasioni si diradano.
Il finale è tutto in un lampo: al 90’ Laringe si presenta solo davanti a Perina, che vince ancora il duello e salva il pareggio. Dopo un recupero lungo, il triplice fischio chiude il derby senza reti. Il risultato non appaga tutti, ma il senso della giornata va oltre il tabellino. Tra applausi, rispetto e colori intrecciati, Andria e Barletta salutano il campo rinnovando un legame che resiste al tempo e alle classifiche.

