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domenica, 20  novembre 2022



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Il comitato zona 167 di Barletta: "Inefficienze sulla questione ambientale"
"Sistemazione dell'aiuola insistente all'angolo tra via Dante Cioce e viale Dante Alighieri"



«L'ambiente, come abbiamo con decisione dimostrato nel tempo, è uno dei temi che il Comitato di zona 167 di Barletta ha posto come priorità massima della propria azione a difesa dei luoghi della quotidianità di una parte consistente della popolazione barlettana e la nota "battaglia" civica sul famigerato centro di raccolta rifiuti ne è l'emblema». A intervenire sono i referenti del comitato di quartiere della zona 167 di Barletta, Giuseppe Di Bari e Raffaele Patella.

«Tuttavia – proseguono Di Bari e Patella –, ogni giorno rileviamo nella zona 167 criticità, inefficienze, omissioni e brutture legate alla questione ambientale. È di questi giorni la segnalazione giuntaci da un abitante della periferia, già inviata con una regolare pec al sindaco della città di Barletta, al dirigente del settore ambiente e all'assessore del relativo settore, peraltro rimaste senza esito, la quale manifesta il disappunto per la grande approssimazione utilizzata per la sistemazione dell'aiuola insistente all'angolo tra via Dante Cioce e viale Dante Alighieri. In particolare, trattasi di piantumazione di specie vegetali che, oltre ad abbruttire pesantemente l'estetica della zona, costituiscono anche notevole pregiudizio alla sicurezza e all'incolumità pubblica trattandosi di piante grasse con foglie acuminate. Considerando, poi, l'area frequentata da tanti bimbi diviene facile immaginare che si sia trattato di una iniziativa priva di ogni più elementare considerazione ed ancor più grave sarebbe se tale azione fosse stata intrapresa dall'agronomo (figura tanto attesa e decantata), assunto pochi mesi fa dal Comune di Barletta in seguito ad una selezione che immaginiamo scrupolosissima.

Vale la pena ricordare che il verde pubblico riveste numerose funzioni all'interno delle città: dalla funzione ecologica-ambientale a quella sanitaria, da quella protettiva a quella estetica e architettonica. Inoltre, vi è una legge del 2013, esattamente la legge n.10, nota con il nome di "Norme per lo sviluppo degli spazi verdi" che prevede lo sviluppo in accordo con i principi fondamentali del "Protocollo di Kyoto", teso a consolidare e sviluppare la consapevolezza nei cittadini circa l'importanza del patrimonio naturalistico. In particolare, tale disposto legislativo pone l'accento sull'importanza del ruolo degli alberi nelle città, disponendo che ogni città con oltre 15mila abitanti abbia un catasto degli alberi, per ogni bambino nato o adottato in città con più di 15mila abitanti venga piantato un albero dedicato ed i dati comunicati al genitore del bimbo. E, infine, l'obbligo per gli amministratori delle città di produrre un bilancio del verde alla fine del proprio mandato che dimostri l'impatto dell'azione amministrativa sul verde pubblico. Invitiamo pertanto l'amministrazione – concludono – a rivedere le iniziative relative al verde pubblico affinché le stesse non si manifestino con azioni improvvisate, ma come frutto di una pianificazione rispettosa delle norme esistenti e soprattutto delle aspettative dei cittadini che sono i destinatari del diritto alla salubrità, alla sicurezza ed anche al concetto di bellezza, concetto a volte inspiegabilmente violentato come in questo caso».


Redazione



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