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14:34:00
Provincia Bat, si vota (con Lodispoto) il 12 aprile
La situazione politica in città



La Provincia di Barletta-Andria-Trani torna al voto il prossimo 12 aprile. Come già noto, si tratterà di una consultazione di secondo livello che riguarderà solo il rinnovo del Consiglio provinciale e non l’elezione del presidente. Lo prevede il decreto di convocazione dei comizi elettorali firmato da Bernardo Lodispoto. Sul piano istituzionale restava aperto il nodo interpretativo legato all’articolo 141 del Testo unico degli enti locali, la norma che disciplina lo scioglimento e la sospensione dei consigli comunali e provinciali in alcuni casi previsti dalla legge, tema sollevato anche alla luce delle dimissioni contestuali di tutti i consiglieri provinciali. Secondo quanto appreso dalla Prefettura della BAT, tuttavia, il Ministero dell’Interno si sarebbe orientato verso la non applicazione della norma in questa fase alla Provincia BAT. Un’impostazione che si inserirebbe in un orientamento già consolidato: il Dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio, in un parere del 23 gennaio 2017, ha ritenuto che la disciplina dell’articolo 141 non si applichi agli enti di area vasta; nello stesso senso si è espressa anche la Conferenza Stato-Città nel 2018, escludendone l’applicabilità a Province e Città metropolitane in relazione alla mancata approvazione dei bilanci. Tradotto: salvo sviluppi diversi, la strada resta quella già tracciata, con il voto del 12 aprile destinato a ridisegnare soltanto gli equilibri del Consiglio provinciale. Ma quali equilibri? Il Partito Democratico da tempo ha preso le distanze dal presidente Lodispoto. A questo si aggiunge un ulteriore elemento politico: Trani, Andria e Minervino saranno chiamate alle urne solo nella tornata amministrativa di maggio. Una circostanza che potrebbe rappresentare un rischio per eventuali consiglieri provinciali eletti il 12 aprile, qualora non dovessero essere riconfermati nei rispettivi consigli comunali.

Se la legge prova a garantire stabilità agli enti di area vasta, la politica sembra muoversi su un terreno ben più incerto. Per questo è lecito aspettarsi equilibri variabili e possibili sorprese. Nel frattempo, però, lo stato di stallo rischia di pesare soprattutto sui cittadini della BAT.


Giuseppe Schiavone










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