Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa del vicesindaco di Trani, Fabrizio Ferrante, che ha tracciato un bilancio dei sei anni di amministrazione cittadina e chiarito la propria posizione in vista delle prossime elezioni comunali. Un intervento lungo e articolato, nel quale Ferrante ha rivendicato con forza il lavoro svolto, in particolare sulle deleghe ai lavori pubblici, alla disabilità e alle partecipate, sottolineando l’intensità dell’impegno amministrativo e le difficoltà affrontate nel corso del mandato.
Ferrante ha ricordato la stagione di manutenzione straordinaria delle strade, definita senza precedenti per intensità, e la complessa gestione dei progetti legati al PNRR, evidenziando come i finanziamenti abbiano richiesto uno sforzo organizzativo notevole da parte della macchina comunale. Ampio spazio è stato dedicato anche alle politiche per la disabilità, che il vicesindaco ha indicato come uno dei tratti distintivi dell’azione amministrativa, con percorsi di inclusione sociale e lavorativa rivolti alle persone più fragili e alle loro famiglie.
Non sono mancate autocritiche sulla gestione politica della maggioranza, definita “complessa” e segnata da errori, soprattutto nel rapporto con le aziende partecipate (in particolare AMET). Ferrante ha però riconosciuto la capacità dell’amministrazione di reggere per undici anni consecutivi, pur in presenza di tensioni interne e momenti di difficoltà.
Sul piano politico, il vicesindaco ha spiegato le ragioni per cui non è candidato sindaco. Una scelta legata alle dinamiche del tavolo del centrosinistra e, in particolare, alla richiesta di “discontinuità” avanzata dal Movimento 5 Stelle nell’ambito del cosiddetto campo largo, modello promosso anche dal presidente regionale Antonio Decaro. Ferrante ha chiarito di non opporsi alla discontinuità in sé, ma di chiederla sui metodi e non solo sui nomi, rifiutando logiche che, a suo dire, hanno già mostrato i loro limiti.
Il vicesindaco ha quindi posto alcune condizioni al proprio partito e alla coalizione: maggiore chiarezza, centralità dei partiti, leadership esercitate in modo responsabile e un progetto di governo solido, capace non solo di vincere le elezioni ma anche di amministrare efficacemente. In assenza di queste garanzie, Ferrante non ha escluso l’ipotesi di fermarsi e di non proseguire l’attività politica, pur ammettendo il forte legame con i temi sociali e con il lavoro svolto in questi anni a favore delle persone con disabilità.

