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lunedý, 10  agosto 2020



13:51:00
La foce del Canale di Ponente a Barletta è "Fortemente inquinata": i dati di Legambiente Puglia
Il monitoraggio delle acque pugliesi è stato effettuato dal 14 luglio al 5 agosto scorsi dai volontari dell'associazione



Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde

I due punti “fortemente inquinati” sono il punto a mare di fronte la foce del Canale di Ponente a Barletta e il punto alla foce del Canale Reale a Torre Guaceto nel Comune di Carovigno (Br). Gli altri 19 punti risultano entro i limiti di legge.

In provincia di Foggia è stato monitorato il punto sulla spiaggia di Torre Mileto nel Comune di San Nicardo Garganico.

In provincia di BAT i punti entro i limiti sono 5: il punto alla foce del torrente Carmusina, nella riserva naturale di Saline nel Comune di Margherita di Savoia, il punto sulla spiaggia sul lungomare Colombo sempre nel Comune di Margherita di Savoia, il punto in spiaggia in località Monastero nel Comune di Trani e il punto sulla spiaggia Matinelle sempre a Trani.

In provincia di Bari i punti risultati entro i limiti sono il punto sulla spiaggia in località Fiera del Levante a Bari, il punto sulla spiaggia Lama Monachile a Polignano a Mare e il punto sulla spiaggia Cala Porto Rosso a Monopoli.

I 2 punti entro i limiti monitorati in provincia di Brindisi sono il punto in mare di fronte la foce del canale Posticeddu e il punto sulla spiaggia della Provincia in località Giancola a Brindisi.

A Lecce e provincia sono 4 i punti analizzati risultati entro i limiti: il punto sulla spiaggia libera nella riserva naturale Le Cesine di Vernole, il punto sul canale di scarico nella Marina di Leuca e Castrignano del Capo, il punto in mare sulla punta dell’Aspide a Nardò e il punto sulla spiaggia libera Le Dune a Porto Cesareo.

In provincia di Taranto sono 4 i punti monitorati: il punto sulla spiaggia della Commenda a Muraggio, il punto sulla spiaggia Lido Azzurro a Taranto, il punto sulla spiaggia libera Montedarena a Pulsano e il punto sulla foce del fiume Lenne a Palangiano.
 

«Restano alcune criticità sui tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali, ma nel complesso siamo soddisfatti dell’esito dell’analisi di Goletta Verde – commentaFrancesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia. Gli interventi infrastrutturali attuati dalla Regione Puglia e volti al miglioramento del comparto depurativo stanno contribuendo a migliorare lo stato di salute del nostro mare. Non è un caso che anche quest’anno la Puglia sia sul podio nella classifica di Guida Blu per numero di vele. A ciò sia affianca il monitoraggio delle acque lacustri, i cui dati non hanno evidenziato criticità».

Per la prima volta quest'anno la Goletta non segue il classico itinerario coast to coast a bordo dell'imbarcazione, che si prende una pausa nel rispetto delle restrizioni per il distanziamento fisico imposto dalla pandemia. Il viaggio ideale lungo la Penisola vive infatti di una formula inedita, ma che ugualmente punta a non abbassare la guardia sulla qualità delle acque e sugli abusi che minacciano le coste italiane.

Legambiente sottolinea che il monitoraggio di Goletta non intende sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi, prendendo in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dai circoli locali e dai cittadini attraverso il servizio di segnalazione SOS Goletta. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo sulle spiagge sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare. Le località costiere, inoltre, sono spesso oggetto di problematiche che si estendono fino ai comuni dell'entroterra. La denuncia sulle carenze depurative da parte di Legambiente ha l’obiettivo di superare questo deficit cronico, anche per tutelare il turismo e le eccellenze dei territori. Il monitoraggio delle acque pugliesi è stato effettuato dal 14 luglio al 5 agosto scorsi dai volontari dell'associazione.

 

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e sono considerati “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti sono superati per più del doppio del valore normativo.

 



Redazione



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