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martedý, 4  agosto 2020



08:00:00
"L'unione fa il futuro": Michela Diviccaro a nome del settore spettacolo di Barletta
"Restano la richiesta di un incontro con il settore dei servizi sociali per studiare misure utili a tutte le scuole di teatro, musica e danza



"L’amministrazione comunale ha approvato il programma “Si va in scena”, un cartellone di spettacoli e attività culturali promosso a sostegno delle imprese e dei lavoratori dello spettacolo a seguito dello stato di agitazione promosso dagli operatori di settore - scrive Michela Diviccaro, portavoce del coordinamento lavoratori e imprese dello spettacolo di Barletta". 

"Abbiamo dato vita al Coordinamento dei lavoratori dello spettacolo per affrontare i bisogni che la crisi Covid ha generato in un settore già sofferente per l’endemica precarietà, il diffuso sommerso, la scarsa capacità delle istituzioni di distinguere le varie peculiarità professionali che ne definiscono la struttura. Abbiamo scoperto che abbiamo molto di più da condividere: diritti, doveri, saperi, necessità, visioni.  E’ stato già questo un grande passo avanti.

Abbiamo avviato con l’amministrazione comunale un proficuo confronto su un piano tecnico, istituzionale e politico. Senza il cappello in mano e senza prendere scorciatoie. Devo ringraziare gli amici e i colleghi che hanno condiviso fino in fondo questo percorso.  Poi le diverse rappresentanze consiliari che per prime sono state sensibili alle nostre tematiche incontrandoci: Coalizione Civica, il PD, il M5S, i consiglieri della Lista Cannito. Una menzione e un ringraziamento speciale vanno all’Assessora Graziana Carbone e la Presidente della Commissione Cultura Stella Mele, le quali, con dedizione, hanno ascoltato e approfondito la conoscenza della materia e i bisogni dei lavoratori e delle imprese e poi profuso il necessario impegno per raggiungere il risultato oggettivo e concreto cui siamo giunti, insieme a loro ed al Sindaco Mino Cannito ed alla Dirigente del Settore Cultura Santa Scommegna.

 "Si va in scena" è un programma di 59 serate, per circa 100 eventi, che coinvolgerà 300 artisti in un cartellone che ha saputo raccogliere le migliori proposte attraverso l’omonimo bando pubblicato dal comune di Barletta al fine di sostenere le realtà artistiche locali, pesantemente colpite dall'epidemia da Covid 19 e offrire alla città iniziative culturali, di spettacolo e promozione del territorio alla riscoperta dei luoghi più significativi di Barletta, oltre che valorizzandone la periferia.

Siamo contenti del risultato ottenuto anche grazie al lavoro degli uffici e della commissione, ma vanno sottolineate alcune criticità nella speranza che un maggiore e più continuativo ascolto tra le parti ce le faccia superare per il futuro:  Il provvedimento è di sostegno nelle premesse, nelle intenzioni e nelle cifre, ma il deliberato è quello classico dell’Estate Barlettana, è cioè l’acquisto di un blocco di eventi senza tutele particolari per i lavoratori professionisti nei confronti degli “amatori” e per le realtà cittadine nei confronti di quelle di fuori, in questo modo le pur ingenti risorse sono risultate insufficienti ad aiutare tutti, nonostante molti di noi abbiano volontariamente decurtato di un minimo il contributo ricevuto su sollecitazione dell'amministrazione. Va dato atto al Comune dello sforzo straordinario rispetto a questo territorio, ma sarebbe bello ogni tanto vincere il paragone con territori in cui tradizionalmente si opera in questo senso e non con chi non lo fa mai.

Il programma si svolgerà a Villa Bonelli, Parco dell'Umanità, la zona industriale di via Trani, il Gos e il Future Center, ma anche Canne della Battaglia, oltre al castello, la Corte di Palazzo della Marra, questi sono solo alcuni dei luoghi che ospiteranno eventi e spettacoli, di musica, recitazione, teatro per ragazzi, danza, i concerti all'alba al castello, la prosa e le rassegne, fra cui quella cinematografica giunta alla sua XXXII edizione. 
E’ innegabilmente un grande sforzo di valorizzazione delle periferie, ma va detto che i contributi assegnati coprono tutti i costi tecnici e di adeguamento dei luoghi, per cui i 200.000 euro non sono poi così tanti. 
Per questo ribadiamo che i tempi duri e difficili arriveranno in autunno, gli spazi per le attività all’aria aperta sono più numerosi e i protocolli più sostenibili. 

C’è davanti a noi un periodo pieno di incognite e di difficoltà. Restano per questo le nostre richieste di un incontro urgente con il settore dei servizi sociali, ribadita in più circostanze e finora ignorata, per studiare misure utili a tutte le scuole di teatro, musica e danza e soprattutto quella di convocazione di un consiglio monotematico dedicato al nostro settore utile all’adozione di un regolamento e di un provvedimento ponte che ci accompagni fino al dicembre 2021.

Siamo stati uniti fin dal principio, ci siamo riconosciuti in una categoria che, in tutta Italia, ed in ogni regione, ha fatto ascoltare la propria voce ed abbiamo scoperto che, insieme, parliamo più chiaro. Il settore rappresenta una risorsa per l’intera città ed è pieno di competenze e professionalità che le istituzioni possono proficuamente ascoltare. Grazie a chi ha porto orecchio e continuerà a farlo.
Ci vediamo in scena!"


Redazione



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