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giovedė, 14  maggio 2026



17:21:00
“Nell'Odissea di Omero, Penelope è icona di resilienza"
Comunicato stampa



Il castello Normanno-Svevo-Angioino, gli Studenti di Liceo ed Un Mito di tremila anni. Bastava questo a fare un film? No. Bastava la domanda giusta: cosa significa essere Penelope oggi? RICORDATI  DI ME è la risposta — girato tre le imponenti mura del Castello di Barletta, con gli studenti ora frequentanti la classe 5^G Indirizzo Linguistico del Liceo Scientifico Carlo Cafiero. Un percorso lungo e significativo quello degli studenti che hanno preso a cuore e hanno dato tutto loro stessi nella partecipazione. Non un esercizio scolastico ma un atto cinematografico coniugato tra cinema appunto storia dell’arte e l’educazione civica.
Un lungo percorso per un cortometraggio di finzione che prende l’epica Omerica e la avvicina al presente senza tradirla, portando Penelope al centro della scena dove parimenti alla figura di Ulisse merita di essere contemplata.

RICORDATI DI ME girato in abiti d’epoca rilegge la figura omerica di Penelope attraverso una doppia lente critica: quella eziologica — le cause profonde del suo agire — e quella deontologica, che interroga il codice etico che orienta le sue scelte in assenza del marito.
 
Le sfide della donna. Il peso da sopportare. La dignità, il non cedere fino al non cadere nell’oblio di fronte ai soprusi dell’uomo e del credo maschile financo ai tradimenti di corte.
In assenza di Ulisse, è lei a custodire il potere, la casa, il figlio, la memoria.
La tela disfatta di notte non è un atto di passività: è una decisione lucida. Ogni pretendente respinto è un confine difeso. Ogni parola ponderata è un atto di signoria silenziosa.
"La regia asciuga il superfiuo, puntando su un approccio visivo etereo e fortemente iconico."

Le riprese si sono svolte presso la Fortezza Normanno Sveva Angioina di Barletta — un luogo che conosce la storia meglio di qualsiasi scenografia costruita a tavolino. Non è la prima volta che queste mura entrano in  un’opera  cinematografica:  fu  Franco Zeffirelli a
 
scegliere il Castello di Barletta per ambientare il “suo” Otello di Shakespeare.
RICORDATI DI ME si inserisce in quella tradizione — con rispetto, e con voce propria.

Madre, donna, sposa e regina di Itaca. Figura passiva o soggetto attivo del proprio destino? La lettura eziologica del testo Omerico rintraccia nella moglie di Ulisse e madre di Telemaco un’autonomia morale raramente riconosciuta. L’opera si nutre di una riflessione profonda che affonda le radici anche nel pensiero contemporaneo: la figura di Telemaco, il giovane che non si abbandona alla disperazione ma si mette in cammino alla ricerca del padre, diventando sé stesso. Una traiettoria che la psicoanalisi contemporanea ha saputo  rileggere  come  paradigma  della  condizione giovanile odierna: non la rivolta edipica, ma la ricerca di un orizzonte, di un senso, di una direzione. Non è  una scelta sentimentale ma un'architettura etica precisa, coerente, moderna nella sua sostanza. RICORDATI DI ME vuole aprire un dialogo tra il mito classico e il presente. Il film è anche un piccolo omaggio al grande sceneggiato Rai del 1968 diretto da Franco Rossi, Pietro Schivazappa e Mario Bava che della figura di Penelope (interpretata dalla grandissima attrice greca Irene Papas) fece televisione d’autore, Ulisse invece fu interpretato da Bekim Fehmiu stella del teatro e del cinema jugoslavo.
 
“Lavorare sull’Odissea e farlo con gli studenti è stato un processo stupefacente. Poter agire da educatore -educando è quello che pedagogicamente parlando più restituisce significato ed espressione significante a teatro e al cinema ” — dice il regista, sceneggiatore e co-produttore Francesco E. Delvecchio. “Abbiamo lavorato sulla coreutica, sul testo, sul corpo e su ciò che il testo suggeriva, ogni cavillo è stato importante nel processo della creazione. I ragazzi si aiutavano tra loro, si confrontavano e tra loro è nato il gioco e l’idea che qualcosa di unico si stava creando tutti insieme. Hanno visto il processo del "dietro le quinte” io li vedevo diventare gruppo coeso e relazionante sul set. Quest’opera è ispirata all’Odissea di Omero ma è anche figlia del nostro tempo: un visus che mette in mostra i giovani non come sabotatori della contemporaneità, ma come costruttori di qualcosa di buono e di bello.”
 
 
Delvecchio prosegue il suo percorso autoriale con un’opera che segna e ne amplia il percorso: il racconto sociale e civile unito alla dimensione archetipica del mito, riletta con sensibilità moderna e linguaggio cinematografico essenziale.
 
La scelta di ambientare il racconto a Barletta conferma il legame profondo tra il regista e la sua terra: una città che diventa paesaggio dell’anima, scenario di un’attesa che trascende il tempo e lo spazio del mito per parlare all’oggi.
La scelta di ambientare il racconto a Barletta conferma il legame profondo tra il regista e la sua terra: una città che diventa paesaggio dell’anima, scenario di un’attesa che trascende il tempo e lo spazio del mito per parlare all’oggi. 
 
 
Un progetto che nasce dalla cooperazione di molti che hanno creduto.La dirigente Rossana Diviccaro ha reso possibile questo racconto oltre l’edificio scolastico. Ai ragazzi e alle ragazze naturalmente va il mio grazie per l’approccio e la dimostrata responsabilità che hanno dimostrato lungo tutto il percorso.
Il Comune di Barletta — Settore Beni e Servizi Culturali — che ci ha concesso il patrocinio e l’uso degli abiti rinascimentali . Il Carro dei Comici che ha fatto da produzione esecutiva.
L’Associazione I Cavalieri del Mito per l’utilizzo di armi e armature.
Le musiche originali sono di Ruggiero Di Salvo, la cui composizione ha saputo aggiungere una climax all’atmosfera del racconto. Il cortometraggio che ha visto parti sinergiche collaborare a cui va il mio più sentito ringraziamento per la riuscita di questo linguaggio è ora completato e pronto per la distribuzione festivaliera.


Redazione










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