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sabato, 3  gennaio 2026



11:25:00
Barletta festeggia i 100 anni di Ruggiero Filannino
Esempio di lavoro, famiglia e amore per la terra



Barletta celebra un traguardo speciale: i 100 anni di Ruggiero Filannino, figura simbolo di una generazione che ha costruito il presente con sacrificio, lavoro instancabile e valori solidi.

Nato a Barletta il 1° gennaio 1926, Ruggiero Filannino ha dedicato l’intera vita alla terra, svolgendo con orgoglio e costanza il mestiere di contadino. Ha continuato ad andare in campagna fino a oltre 80 anni, raggiungendo i campi sempre in bicicletta, senza che freddo, caldo o condizioni climatiche avverse riuscissero a fermarlo.

Un lavoratore instancabile, esempio autentico di dedizione e sacrificio: anche durante le festività non rinunciava al lavoro nei campi e, una volta rientrato, non mancava mai di sedersi a tavola insieme alla famiglia, riunita attorno a lui.

Frutta e verdura “a non finire”, coltivate con passione e fatica, sono state per decenni il risultato quotidiano del suo impegno. Ma il raccolto più prezioso è stato quello umano: quattro figli (tre maschi e una femmina), nove nipoti e quattro pronipoti, che oggi lo circondano con affetto e profonda riconoscenza.

Accanto a lui, da sempre, c’è la nonna Grazia, sua compagna di vita da 72 anni di matrimonio, che il prossimo 9 febbraio diventeranno 73. Insieme rappresentano un esempio raro di pazienza, dedizione e cura della famiglia, ma soprattutto di presenza reciproca in ogni momento della vita e di capacità di apprezzare il presente.

Tra i luoghi del cuore di nonno Ruggiero c’è piazza Aldo Moro (o meglio piazza Roma), punto di riferimento e spazio di ricordi. Nelle occasioni familiari amava raccontare storie di vita passata, dal periodo del servizio militare alla quotidianità contadina, condividendo esperienze e insegnamenti con le nuove generazioni.

I suoi 100 anni non sono solo un compleanno, ma una testimonianza vivente di cosa significhi lavorare con dignità, amare la propria terra e custodire i legami familiari come il bene più prezioso. 



Giuseppe Schiavone










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