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lunedė, 28  novembre 2022



13:54:00
La sesta provincia fanalino di coda per il turismo
Un territorio ricco di castelli, cattedrali, pinacoteche, zone umide e terme



Per la Puglia è stata una stagione turistica da incorniciare. Ad evidenziarlo è Puglia promozione con il 
 “Report del turismo in Puglia, nei primi dieci mesi del 2022“. Turisti in aumento sia per numero di arrivi 3.902.400 (numero di turisti che hanno visitato la Puglia) che di presenze 14.956.400 (numero di notti trascorse). Rispetto al periodo prepandemico, il movimento turistico dall’estero è aumentato del 7% per gli arrivi e dell’11% per le presenze, di segno inverso il flusso turistico nazionale con un -3% per gli arrivi e -2% per le presenze.

Di questo movimento, solo una piccola parte ha sfiorato la sesta provincia pugliese. Gli arrivi infatti, si concentrano maggiormente nella provincia di Lecce 27,5%, fanalino di coda la BAT con solo il 4%; stesso andamento per le presenze, in testa Lecce 31,3% ultima la BAT con il 2,3%.

Gli stranieri, (rappresentano il 30% del totale arrivi in regione) si indirizzano per il 36% nella provincia di Bari e per il 3,6% nella BAT, anche per i pernotti degli stranieri, la sesta provincia è ultima con il 2,6%. Unica nota positiva è la classifica degli arrivi per città: nella Top 20, Trani è diciannovesima con 49.265 turisti.
I dati riferiti alla BAT, evidenziano un turismo di tipo “ mordi e fuggi “ : arrivano, visitano, se va bene pranzano e poi vanno via. Una forma di turismo che sul territorio lascia ben poco. Sicuramente c’è qualcosa che non va.

Un territorio ricco di castelli, cattedrali, pinacoteche, zone umide, terme, spiagge con mare bandiera blu e tanto altro ancora, non riesce ad attrarre e mantenere turisti; perché? Una causa è facilmente individuabile ed è la mancanza di un sistema territoriale locale capace di organizzare i vari attori e fornire una offerta variegata e appetibile dal mercato.

La sesta Provincia è un territorio unico in Puglia ed è  in grado di soddisfare tutte le tipologie di turismo: culturale, storico, ambientale, enogastronomico, sportivo, termale, marino: Occorre che si prenda consapevolezza delle potenzialità e si imposti un nuovo modo di fare impresa turistica, partendo da un  coinvolgimento di tutto il territorio e da una sinergia  tra pubblico e privato, perché nel turismo: l’unione fa la forza.
 


Cataldo Colamartino



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