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lunedė, 14  marzo 2022



12:46:00
Guerra Ucraina, impegno della Caritas: la lettera del Delegato episcopale
I contenuti del documento fanno riferimento alle indicazioni degli organismi civili che coordinano l'accoglienza



E’ giunta nella parrocchie dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie una comunicazione del diacono Ruggiero Serafini, Delegato episcopale per la Caritas diocesana, recante alcune informazioni per l’accoglienza dei profughi provenienti dall’Ucraina. I contenuti del documento fanno riferimento alle indicazioni degli organismi civili che coordinano l’accoglienza, della Conferenza Episcopale Italiana e a quelle della Caritas Italiana.

La lettera in apertura fa riferimento alla situazione creatasi in quel Paese:

«In Ucraina la situazione è sempre più grave attualmente la capitale Kiev è sotto assedio, con un aumento di vittime civili. Si tratta di una catastrofe umanitaria. Sono oltre due milioni gli sfollati e rifugiati nei Paesi limitrofi. In questo quadro è sempre più difficile l’opera di soccorso della Caritas in Ucraina che moltiplica gli sforzi per far fronte ai bisogni immediati, ma anche per dare ascolto e sostegno psicologico alla popolazione sconvolta dalla follia della guerra.

Gli operatori stanno cercando di mantenere in attività tutta la rete dei centri polivalenti che sono stati attrezzati per aiutare i tanti sfollati di questa lunga crisi che ha sconvolto il paese. Caritas Italiana ribadisce la necessità di fermarsi a riflettere sulle cause del conflitto in atto e di intensificare l'impegno per la pace. Occorre leggere la situazione con un inquadramento evangelico ed etico di quanto accade: non dimentichiamo mai che non siamo di fronte ad una calamità naturale, ma ad atrocità e violenze compiute dall'uomo. Caritas Italiana è stata e resta accanto alle Caritas in Ucraina e a tutta la popolazione, confermando una presenza nell'emergenza, sempre con un ruolo promozionale e con costante attenzione alla persona e rispetto della dignità di ognuno.

Caritas Italiana è inoltre accanto e a supporto delle Caritas dei paesi confinanti, per aiutarle nell’accoglienza delle persone in fuga dalla guerra. Caritas Italiana sollecita tutta la rete delle Caritas diocesane presenti sul territorio nazionale a sostenere le azioni necessarie per rispondere ai bisogni più urgenti della popolazione in sofferenza o in fuga, secondo le linee di intervento proposte dall’Appello di Emergenza delle Caritas in Ucraina e delle richieste operative delle Caritas confinanti. A tale proposito, ha attivato una campagna di raccolta fondi per sostenere questi interventi di assistenza umanitaria e i futuri interventi che verranno sviluppati con l’evolversi della situazione. Caritas Italiana invita inoltre alla prossimità con la comunità ucraina nel nostro Paese e a prepararsi a dare la propria disponibilità all'accoglienza dei profughi che arriveranno nei territori diocesani».

         In particolare l’Arcivescovo Mons. Leonardo D’Ascenzo, in applicazione di una richiesta della CEI  e della Caritas Italiana, con la  lettera “Quaresima di Carità per la popolazione ucraina”, diramata nei giorni scorsi, ha dato le seguenti due indicazioni:

  1. Una raccolta fondi economici nei modi e nei termini riportata nella lettera
  2. Predisposizione all’accoglienza di quanti sono in fuga dalla guerra, soprattutto donne, bambini e anziani che arrivano nel nostro territorio diocesano.

Quanto a quest’ultima, il documento della Caritas fa riferimento a:

  1. L’accoglienza residenziale – 2. Percorsi di accoglienza in famiglia

«L'accoglienza residenziale – si legge nel documento  - dei profughi ucraini è curata dal Ministero dell'Interno e dalle Prefetture su disposizioni ministeriali, nell'ambito delle strutture consolidate di prima accoglienza (CAS) e seconda accoglienza (sistema SAI) che forniscono ogni supporto qualificato (accoglienza, orientamento, mediazione, assistenza sanitaria, inserimento scolastico, se ci sono minori, supporto sociale e psicologico, reinserimento sociale) anche con riferimento a ricongiungimenti familiari e ottenimento dei permessi di soggiorno. Questo servizio verrà finanziato dal Ministero dell’Interno a seguito della stipula della convenzione tra l’Ente gestore (dotato di personalità giuridica) con il Ministero dell’Interno attraverso l’Ufficio Immigrazione della Prefettura.

 Sono previsti, inoltre, percorsi di accoglienza in famiglia:

«Le famiglie che intendono offrire la loro disponibilità alla accoglienza dei profughi ucraini dovranno comunicarlo:

  1. al responsabile Caritas Parrocchiale (detta comunicazione verrà trasmessa alla Prefettura per il tramite del Delegato della Caritas Diocesana);
  2. ai Servizi Sociali del proprio Comune.

Tutte le spese economiche necessarie per garantire l’accoglienza saranno esclusivamente a carico delle famiglie accoglienti o di chi organizza l’accoglienza. Le famiglie accoglienti che hanno segnalato la disponibilità saranno successivamente contattate per una verifica concreta della possibilità di accoglienza e per conoscere le opportune informazioni sulle risorse territoriali disponibili a loro supporto».

Per segnalare la disponibilità all’accoglienza è necessario compilare l’apposita scheda che è possibile ritirare in parrocchia o sul sito diocesano www.arcidiocesitrani.it.

«Per svolgere bene questa attività di accoglienza  - precisa la lettera - è necessaria la collaborazione e la corresponsabilità da parte di tutti gli operatori sul territorio della Chiesa diocesana. Attualmente i cittadini provenienti dall’Ucraina sono stati ospitati da parenti e amici ucraini residenti nelle città della Diocesi. Si invitano le Caritas parrocchiali coordinate dai referenti Caritas cittadini, a monitorare il territorio per individuare eventuali arrivi di profughi per offrire loro alcuni servizi», che sono i seguenti:

  1. l’informazione necessaria alla tutela dei diritti che lo Stato italiano garantisce loro;
  2. la registrazione presso la Questura e/o la Polizia Locale /Carabinieri/ Prefettura;
  3. la comunicazione alla ASL Servizi Igiene e Sanità Pubblica di competenza per la necessaria profilassi (Covid, ecc.);
  4. l’accompagnamento presso i servizi sociali per particolari necessità;
  5. l’aiuto materiale e psicologico.


Redazione



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