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martedė, 25  febbraio 2020



13:20:00
“Amministratori sotto tiro”, Puglia seconda regione d'Italia
Aumentano gli atti intimidatori ai politici e agli amministratori locali



È stato presentato ieri pomeriggio presso il Castello Caracciolo di Cellamare (Ba), alla presenza di
numerosi amministratori locali minacciati dalle mafie che hanno portato la loro testimonianza, l’edizione
2019 del rapporto di Avviso Pubblico “Amministratori sotto tiro” con un anticipazione dei dati a
livello regionale.
“È un’Italia nascosta ma assolutamente reale quella che l’annuale rapporto di Avviso Pubblico
Amministratori sotto tiro descrive dal 2011 – ha dichiarato il Vicepresidente dell’Associazione Michele
Abbaticchio, Sindaco di Bitonto – Ogni giorno in Italia un amministratore locale viene intimidito, con
l’uso della violenza fisica e psicologica. Attraverso l’incendio di auto e case, lettere minatorie, aggressioni,
colpi di arma da fuoco, ordigni. Sindaci, assessori, consiglieri, dirigenti e dipendenti comunali minacciati
dalle organizzazioni criminali al fine di condizionarli per scendere a compromessi, oppure, sempre più
spesso, sotto il tiro degli stessi cittadini, esasperati da condizioni economiche difficili o dai fomentatori
di odio. Cittadini che sfogano sugli amministratori locali la loro rabbia verso tutta la politica, nell’assurda
convinzione che siamo tutti uguali.”
“Gli atti intimidatori registrati in Puglia nel 2019 sono allarmanti – ha aggiunto il Coordinatore
regionale di Avviso Pubblico, Pierpaolo d’Arienzo, Sindaco di Monte Sant’Angelo – La Puglia con 71
casi censiti - in aumento del 20% rispetto al 2018 quando furono 59 – è la seconda regione italiana
più colpita. Lo scorso anno è stato un vero e proprio bollettino di guerra, un attacco alle Istituzioni. È
la provincia di Foggia la più bersagliata del 2019, con 21 casi censiti (+50% rispetto al 2018). Una
impennata di minacce che ci sorprende fino ad un certo punto, alla luce di quanto emerso dalle numerose
operazioni condotte da magistratura e forze dell’ordine sul territorio foggiano, che hanno portato anche
alla costituzione di una sezione della Direzione Investigativa Antimafia.”
“Noi amministratori locali siamo oggi quelli in prima linea – ha concluso il Coordinatore provinciale di
Avviso Pubblico Davide Carlucci, Sindaco di Acquaviva delle Fonti (Ba) – È una situazione molto
difficile quella che ci troviamo ad affrontare come primi cittadini delle città, anche per i limiti finanziari
che si sono fatti rigidissimi per i Comuni. Bisognerebbe utilizzare i Pon Legalità per promuovere progetti e iniziative che mirano a presidiare alcune zone sensibili del nostro territorio, attraverso il sostegno alle
Polizie municipali, per far sentire una maggiore presenza dello Stato perché quando minacciano e
intimidiscono un Sindaco, non si colpisce soltanto una singola persona, ma un’intera comunità, la civile
convivenza, la democrazia. Sosteniamo gli amministratori locali, non lasciamoli soli.”
Prima della presentazione del Rapporto i coordinamenti regionali di Avviso Pubblico e Libera si sono
incontrati per costruire un percorso comune verso la grande manifestazione del 21 marzo in occasione
della XXV Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. La riunione
dell’incontro inizialmente prevista a Bari è stata spostata presso il Comune di Cellamare, proprio per
far sentire la vicinanza e la solidarietà delle due associazioni al Sindaco Vurchio, all’assessore Digioia e a
tutta l’amministrazione comunale, a seguito delle ultime pesanti intimidazioni subite.

Tornano ad aumentare gli atti intimidatori registrati in Puglia da
Avviso Pubblico. Sono 71 i casi censiti nel 2019, in aumento del
20% rispetto al 2018, quando furono 59.
Per ritrovare un dato più elevato bisogna risalire al Rapporto
relativo al 2013, quando i casi censiti furono 75 casi in un anno.

La provincia più colpita negli ultimi 5 anni è Lecce con 80 atti
intimidatori. Seguono Bari con 67, Foggia con 63, Brindisi con 44, la
provincia di Barletta-Andria-Trani con 33 ed infine quella di Taranto
con 26.


È la provincia di Foggia la più bersagliata del 2019, con 21 casi
censiti (+50% rispetto al 2018). Nel capoluogo si segnalano i reiterati atti
intimidatori che hanno colpito l'amministrazione eletta nel mese di
giugno: prima le offese al Sindaco Landella, poi l’incendio dell’auto del
consigliere Giuseppe Fatigato e la sassaiola contro l’auto del collega
Paolo Citro. Infine vengono distrutti vetri dell’auto in uso alla moglie
dell’assessore Bove, mentre il consigliere Di Fonso viene aggredito da
cinque persone dopo aver redarguito un uomo che stava sversando
illegalmente dei rifiuti.
Situazione estremamente tesa a Monte Sant’Angelo. In una
frazione della cittadina è stata rinvenuta una busta contenente un
teschio umano e minacce di morte rivolte al Sindaco Pierpaolo D’Arienzo,
coordinatore regionale di Avviso Pubblico, alla sua famiglia e
all’assessore al Bilancio Generoso Rignanese. Due settimane più tardi,
poche ore una Marcia per la Legalità organizzata a seguito delle

minacce ricevute, ecco che ignoti hanno dato alle fiamme la porta-
finestra del Municipio.

Reiterati atti intimidatori si sono registrati anche Cerignola e
soprattutto a Manfredonia, due Comuni che nel corso del 2019 sono
stati sciolti per infiltrazioni mafiose.
A Peschici è andata a fuoco l’auto del consigliere comunale Jonathan
Caputo, oltre a diverse auto utilizzate dal Comune. A San Giovanni
Rotondo e Carapelle sono stati incendiati il parco mezzi per la raccolta
rifiuti e un centro di smistamento. Ad Orta Nova intimidazioni dirette e
indirette per Paolo Borea, presidente del Consiglio comunale.
Alla luce di quanto emerso dalle numerose operazioni condotte da
magistratura e forze dell’ordine sul territorio foggiano, comprese le
influenze mafiose nei sopracitati Comuni poi sciolti per mafia,
l’impennata di atti intimidatori registrata da Avviso Pubblico nella
provincia sorprende fino ad un certo punto.

Del resto, sono diversi anni che la DIA riferisce della pericolosità di tali
strutture criminali e anche dal punto di vista mediatico, l’attenzione verso i
numerosi omicidi e atti di violenza che sconvolgono il territorio foggiano è
sicuramente lievitata. Ciononostante, risulta evidente come il percorso di
conoscenza di questo territorio sia lungi dall’essere completato, anche per
via di troppi anni di disinteresse collettivo, almeno a livello nazionale.

Le mafie che operano nel Foggiano e nell’area del Gargano sono,
secondo gli investigatori, in grado di coniugare tradizione e
modernità. “La tradizione è quella del familismo mafioso tipico della
‘ndrangheta e della ferocia spietata della camorra cutoliana; la modernità,
invece, è la vocazione agli affari, la capacità di infiltrazione nel tessuto
economico-sociale, la scelta strategica di colpire i centri nevralgici del
sistema economico della provincia, cioè l’agricoltura, l’edilizia e Il turismo”.

La provincia di Lecce conferma l’elevato numero di casi (17) già
fatto registrare nel 2018. Con 80 atti intimidatori complessivi la
provincia risulta essere il territorio più colpito in Puglia dal 2015 ad
oggi.

A Parabita, Comune sciolto per mafia nel 2017 e già teatro di
intimidazioni contro gli amministratori locali nel 2018, si è verificato
uno dei casi più gravi con le lettere di minacce ai tre commissari
prefettizi, i viceprefetti Andrea Cantadori e Gerardo Quaranta e il
dirigente Sebastiano Giangrande. Nel mirino anche Marco Cataldo,
presidente delle Officine Cantelmo, nonché ex consigliere comunale di
Parabita e candidato sindaco alle Elezioni Amministrative. Lo stesso
Cataldo è stato vittima di un altro atto intimidatorio pochi giorni dopo:
tornando da un incontro con i simpatizzanti del suo progetto politico,
sul parabrezza della sua auto ha trovato una busta bianca. All’interno
c’erano tre cartucce da caccia calibro 12 e un manifesto funebre. Una
settimana più tardi Cataldo ha ritirato la propria candidatura.

Un altro candidato alle Amministrative è finito nel mirino anche a
Morciano di Leuca: una bomba carta e una lettera di minacce sono
state recapitate nella casella postale di un avvocato, il candidato
sindaco Francesco Ottobre. La vittima aveva segnalato presunte
irregolarità in una lista. A Supersano l'automobile di proprietà della
compagna del sindaco Bruno Corrado è stata distrutta dalle fiamme. A
Ruffano raid incendiario nella notte: sono state appiccate le fiamme
all’ingresso dell’abitazione di Nicola Fiorito, ex sindaco e membro
dell’opposizione.

P

Pressoché stabili anche le intimidazioni registrate nella provincia di
Bari (14 casi distribuiti in 11 Comuni). Ad Altamura spari nella notte
contro il garage di proprietà del consigliere Marco Colonna. A
Polignano a Mare il vicesindaco Salvatore Colella ha deciso di lasciare
la delega Suap dopo aver subito reiterate minacce.

A Gioia del Colle una busta contenente due bossoli di pistola è stata
recapitata al Sindaco Giovanni Mastrangelo. A Cellamare una lettera
contenente minacce è recapitata al Sindaco Gianluca Vurchio, oggetto di
intimidazioni anche nel 2020.

Otto i casi censiti nella provincia di Brindisi. Ad Ostuni ignoti si sono
avvicinati alla residenza dell’ex sindaco Domenico Tanzarella ed hanno
esploso colpi di fucile contro l’automobile dell’attuale consigliere
comunale e verso il portone d’ingresso. Altri atti intimidatori perpetrati
nel corso del 2020 hanno spinto la Prefettura di Brindisi a dotare
Tanzanella di una scorta.

In aumento le intimidazioni nella provincia di Barletta-Andria-Trani
(7 casi). A Canosa di Puglia è stata cosparsa di liquido infiammabile e
data alle fiamme nella notte l’auto dell’avvocato Andrea Silvestri, già
assessore regionale alla Formazione professionale ed ex consigliere
comunale. A Trinitapoli persone non identificate si sono introdotte nel
cimitero e hanno danneggiato la cappella di famiglia del vicesindaco
Maria Iannella.

Quattro i casi nella provincia di Taranto. A Torricella incendiata
l’auto dell’assessore alle Pari Opportunità Mirella Massaro. Analogo
trattamento a Monteiasi per l’auto dell’assessore Tommaso Rondinone,
che ha la delega alle Politiche giovanili.


I tratti di modernità dei sodalizi foggiani si evidenziano anche nella
capacità di farsi imprenditori, dimostrando una capacità di tessere
relazioni anche con altri gruppi criminali, come quello dei Casalesi.

Relazionando sulle attività investigative del 2019, la DIA evidenzia che “in
Puglia risulta di rilevante attualità il problema della criminalità giovanile,
assistendosi alla cooptazione di minori per incrementare gli organici dei
clan e ad un salto di qualità nelle modalità d’impiego delle giovani leve.
Infatti, l’iniziazione in età minorile è confermata da recenti indagini i cui
esiti evidenziano il ruolo di rilievo ricoperto da elementi molto giovani o
appena maggiorenni, già collegati alla criminalità organizzata o comunque
desiderosi di dar prova delle proprie capacità delinquenziali per entrare a
farne parte, i quali spesso sono ritenuti responsabili di gravi delitti, come
rapine, estorsioni e porto illegale di armi. Di frequente, tuttavia, il precoce
inserimento nelle organizzazioni è dovuto ai legami familiari ed alla
necessità di sostituire nella gerarchia criminale i congiunti detenuti..."

6 Province, 42 Comuni colpiti, 71 atti intimidatori

Provincia di FOGGIA

21 atti intimidatori (10 Comuni colpiti): Foggia – Carapelle - Cerignola –
Lucera - Manfredonia – Monte Sant’Angelo – Orta Nova - Peschici – San
Giovanni Rotondo - Zapponeta)

Provincia di LECCE

17 atti intimidatori (9 Comuni colpiti): Lecce – Melpignano - Morciano di
Leuca - Parabita - San Cesario di Lecce – San Donato di Lecce – Supersano -
Ruffano - Sternatia)

Provincia di BARI

14 atti intimidatori (11 Comuni colpiti): Bari – Altamura – Bitonto - Capurso –
Cellamare - Corato – Gioia del Colle - Modugno – Mola di Bari – Polignano a
Mare – Terlizzi)

Provincia di BRINDISI

8 atti intimidatori (4 Comuni colpiti): Brindisi – Erchie - Ostuni - San Vito dei
Normanni)

Provincia di BARLETTA-ANDRIA-TRANI

7 atti intimidatori (4 Comuni colpiti): Barletta – Bisceglie – Canosa di Puglia -
Trinitapoli)

Provincia di TARANTO

4 atti intimidatori (4 Comuni colpiti): Taranto – Martina Franca – Monteiasi -
Torricella)

 


Redazione








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