sabato 18 gennaio 2020


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Cronaca
mercoledė, 23  ottobre 2019



17:49:00
Sequestrata azienda vinicola dagli Uffici Marittimi di Barletta e Trani
L'operazione condotta dopo le indagini avviate



Personale del Nucleo Operativo di Polizia Ambientale della Direzione Marittima di Bari, coordinato dagli Uffici Marittimi di Barletta e Trani, in esito ad una accurata attività di indagine e di controllo del territorio, ha posto sotto sequestro, nel Comune di Trani, un’azienda operante nel settore vinicolo, per gravi e reiterate
violazioni della normativa in materia ambientale.

L’attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla competente Procura della Repubblica di Trani e sfociata nell’adozione del provvedimento restrittivo, ha consentito di accertare una serie di violazioni del Testo Unico Ambientale (D.lgs. 152/2006), relative sia alle illecite modalità di scarico dei reflui industriali di
produzione sia alle altrettanto scorrette ed illegittime modalità di raccolta, recupero, trasporto e smaltimento dei rifiuti prodotti dall’azienda.

In particolare, il personale operante riscontrava rilevanti anomalie nel funzionamento dell’impianto di captazione delle acque meteoriche e gravi irregolarità nelle modalità di trattamento e smaltimento delle acque stesse, che venivano direttamente drenate nella vasca di disoleazione; inoltre veniva accertata
la mancata effettuazione dei prescritti interventi di pulizia, manutenzione e/o sostituzione dei filtri di disoleazione ad opalescenza nonché la presenza di una fossa biologica/IMHOFF non autorizzata, oltre che non correttamente gestita.

Veniva riscontrata inoltre la totale assenza dell’autorizzazione in via generale all’emissione in atmosfera dello stabilimento, ai sensi dell’art. 272 co. 2 del D.lgvo 152/2006 Dalla gravità delle mancanze riscontrate, in termini di danni provocati alle matrici ambientali, e dalla necessità di evitare che il proseguimento dell’attività produttiva potesse perpetuare ed aggravare le conseguenze negative sull’ambiente circostante, ed in particolare sulle acque di falda, scaturiva la necessità di sottoporre a sequestro, per una superficie complessiva mq. 4.300 interna allo stabilimento, sia le aree ed i sistemi di smaltimento oggetto di irregolarità sia alcuni dei principali beni strumentali all’attività dell’azienda, tra i quali si segnalano:

1. nr 60 sili pieni su area pavimentata in cemento (area esterna);
2. nr 5 vasche di scarico uva;
3. un fabbricato adibito alla lavorazione della materia prima (UVA), con presenza
di sili pieni adibiti allo stoccaggio e decantazione;
4. Cisterna interna nr 1 e nr 35 contenenti acqua adibita al ciclo produttivo;
5. nr 1 vasca/fossa IMHOFF;
6. nr 2 vasca di grigliatura e di sabbiatura delle acque meteoriche dilavanti;
7. nr 7 pozzi anidri della profondità di circa 7 metri per la dispersione delle
acque meteoriche trattate nel sottosuolo.

I titolari dell’azienda sono stati deferiti alla compente Autorità Giudiziaria per violazione degli artt. 137 e 256 del D.lgs. 152/2006.


Redazione








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