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giovedė, 8  novembre 2018



13:19:00
Patrimonio UNESCO, perchè da Canne della Battaglia a Battaglia di Canne?
L'interrogativo del Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia all'Amministrazione Comunale



Con il verbale della commissione consiliare Cultura pubblicato all’albo informatico, il Comune di Barletta ha formalmente avviato le procedure per il riconoscimento cambiando titolo alla originaria formulazione quale proposta di candidatura quale sito mondiale Unesco. E cioè: da Canne della Battaglia a Battaglia di Canne.
 
“Perché? Non è la stessa cosa?” Direbbe e si domanderebbe certo qualcuno, anche nelle più remote stanze dei bottoni a Palazzo di Città… Ma ciò che potrebbe sembrare in apparenza uno scioglilingua, buono magari a scaricarsi da responsabilità e perfino mascherare altro, nasconde piuttosto il nocciolo duro di una eterna tematica che da storico-istituzionale rischia di trasformarsi (o sta diventando?) in una paradossale e preoccupante questione non tanto lessicale quanto, purtroppo, politico-amministrativa. Attenzione tutti perché rischiamo un altro grosso “pasticcio” alla… barlettana, conseguente caduta di credibilità in ambito nazionale e stavolta perfino internazionale, compromettenti ricadute di altro genere. Perché all’espressione “Canne della Battaglia” corrisponde il suggestivo luogo della Grande Storia umana abitato dall’epoca più arcaica, fra natura ed ambiente nella piana dell’Ofanto. Mentre “Battaglia di Canne” (2 agosto 216 avanti Cristo) sta come universale memoria di quella vittoria-capolavoro di Annibale sull’esercito di Roma nella seconda guerra punica.
 
Come si è giunti al cambiamento nella proposta di candidatura? Ad agosto, il lancio dell’idea in occasione del 2234° anniversario della vittoria-capolavoro di Annibale così recitava infatti il comunicato-stampa diffuso dal Comune: “Candidare Canne della Battaglia a sito Unesco, bene patrimonio dell’umanità”. Trascorsa la pausa estiva e pungolato da sollecitazioni a mezzo stampa sul tardivo decorso della pratica tutta quanta da istruire, il mondo della politica barlettana prende atto e tocca proprio alla nuova commissione (appena insediata e presieduta dalla neo consigliera-vice presidente del consiglio comunale Stella Mele) di aprire il cammino.
 
Anche nell’avviso di convocazione della commissione per il 29 ottobre scorso il punto all’ordine del giorno è riportato come “Proposta di riconoscimento Unesco sito archeologico Canne della Battaglia”. Ma nel successivo resoconto della seduta si verbalizza e si legge quanto segue: “Il Presidente procede alla lettura dell'argomento all'ordine del giorno, chiedendo ai componenti presenti della Commissione Cultura che si proceda perl'attivazione dell'iter previsto finalizzato ad ottenere il riconoscimento UNESCO per la Battaglia di Canne. Il Presidente, ha infatti proposto di candidare l'evento "Battaglia di Canne" piuttosto che il sitoarcheologico  di Canne della Battaglia,  motivando  tale  scelta per l’unicità  e la specificità  della Battaglia, rispetto al sito archeologico. La Commissione, all'unanimità, approva”.
 
Nelle significative parole della presidente Stella Mele e nelle successive sue interviste emerge chiara la volontà di dare impulso in ambito comunale alle procedure previste dalla Commissione nazionale dell’Unesco per l’Italia in quanto l’iter prevede un cammino lungo e puntuale. Infatti, nel sito web http://www.unesco.it/it/PatrociniCandidature/Detail/206 le indicazioni per il percorso da seguire come “ITER DI CANDIDATURA ALLA LISTA DEL PATRIMONIO MONDIALE” si legge testualmente: “La prima fase della candidatura prevede la richiesta di iscrizione nella Tentative List nazionale, con la quale lo Stato segnala al Centro del Patrimonio Mondiale, World Heritage Center-WHC, i beni per i quali intende chiedere l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale nell'arco di 5-10 anni. L’iscrizione di un sito nella Lista propositiva non comporta automaticamente la successiva iscrizione dello stesso nella Lista del Patrimonio Mondiale. La procedura di candidatura in questa Lista propositiva prevede la compilazione dell'apposito formulario (in questa fase, in lingua italiana) ed il suo invio entro il 20 Dicembre di ogni anno alla CNIU che successivamente procede ad inoltrare la domanda ai Ministeri competenti.
 
Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, per i siti culturali, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per i siti naturali, ne valutano i contenuti e predispongono una risposta per la CNIU. Il Consiglio direttivo della CNIU ogni anno, entro il 30 gennaio, tenendo conto delle valutazioni dei Ministeri competenti, seleziona i beni per i quali richiedere al WHC l’iscrizione nella Lista Propositiva. Per i beni iscritti in questa lista successivamente si procederà, in un iter lungo e complesso, alla predisposizione delle candidature vere e proprie, composte da un dossier e da un piano di gestione che i proponenti redigono con l’ausilio dei Ministeri competenti. Nella stessa seduta, il Consiglio direttivo della CNIU delibera anche sulla candidatura, già precedentemente iscritta nella Lista Propositiva, da presentare al WHC per l'iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale. Dal momento della presentazione al WHC inizia il processo di valutazione. Il Comitato del Patrimonio Mondiale, che si riunisce una volta l’anno, per esaminare le candidature si avvale della valutazione di tre organismi tecnici: l’ICOMOS per i siti culturali e lo IUCN per i siti naturali, l’ICCROM specializzato nella conservazione e nel restauro del patrimonio culturale. Questi organismi avviano una istruttoria tecnica che dura circa un anno e mezzo e prevede varie fasi, tra cui sopralluoghi sul posto e colloqui approfonditi con i proponenti e gli attori interessati.
 
Il Comitato può: 1. iscrivere il sito nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO; 2. rinviare il sito riconoscendone il valore universale, ma posticipandone l’iscrizione in attesa di una parziale riformulazione della candidatura; 3. differire il sito, non riconoscendone il valore universale e richiedendo allo Stato parte maggiori elementi di valutazione (ed una completa rivisitazione dei dossier); 4. bocciare il sito non riconoscendone il valore universale ed escludendo una possibile ripresentazione della candidatura.
 
Il Comitato cerca di stilare una Lista del Patrimonio Mondiale rappresentativa, bilanciata tra patrimonio culturale e patrimonio naturale, tenendo conto che non ci sono limiti al numero di siti che possono risultare iscritti complessivamente nella Lista. Hanno un certo grado di precedenza i siti che appartengono a categorie sotto rappresentate nella lista, o quelle di Stati il cui patrimonio è sotto rappresentato. Le candidature trasmesse alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UNESCO o direttamente ai Segretari delle Convenzioni e dei Programmi UNESCO senza l’osservanza della procedura sopraindicata sono da considerarsi nulle e, di conseguenza, da ritirare”.
 
Il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO presieduto da Franco Bernabè, nel corso della riunione dello scorso 24 gennaio, ha deciso di indicare come candidature italiane alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per il 2019 gli “Ecosistemi forestali della Sila” e le “Alpi del Mediterraneo”, quest’ultima come candidatura transnazionale insieme a Francia e Principato di Monaco. Il Consiglio, all’unanimità, ha inoltre confermato come candidatura alla lista rappresentativa del Patrimonio Immateriale per il 2019 la “Perdonanza Celestiniana” ed ha iscritto alla lista propositiva italiana del Patrimonio Mondiale il sito “Grotte e carsismo evaporitico dell’Emilia Romagna”.
 
Nino Vinella
Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia
Archeoclub d’Italia Onlus Canne della Battaglia Barletta
 


Michele Porcelluzzi



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